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Commento alla II Domenica del Tempo Ordinario

Gv 1,35-42 In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa maestro - dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» - che significa Pietro. Giovanni inizia il suo racconto presentando la prima settimana della vita pubblica di Gesù, quei giorn

Commento al Vangelo del Battesimo del Signore

 Mc 1,7-11 In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».     L’evangelista Marco racconta del battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Ognuno è chiamato ad immergersi in questa Parola articolata in pochi versetti, per riflettere sul proprio battesimo, su questo dono meraviglioso che il Signore ha fatto ad ognuno di noi, sul nostro essere Figli di Dio, sul sentirsi gli amati dal Signore. Il tempo cui si riferisce l’evangelista è il tempo in cui Giovanni nel deserto predica un battessimo penitenzi

Commento al vangelo della II Domenica di Natale

  Gv 1,1-18 1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. 2 Egli era in principio presso Dio: 3 tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. 4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 5 la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. 6 Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. 7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 8 Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. 9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. 11 Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. 12 A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 13 i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uom

Commento a uno dei Vangeli di Natale

Mt 1, 1-25 1  Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.  2  Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,  3  Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram,  4  Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn,  5  Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse,  6  Iesse generò il re Davide.  Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,  7  Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf,  8  Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia,  9  Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia,  10  Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia,  11  Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.  12  Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle,  13  Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, E

Giornalino di Natale 2020

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Ecco a voi il nostro giornalino di Natale! Felice Natale e buona lettura! 

Campo locale Gi.Fra. 2020

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 Il regno dei cieli è come un tesoro nascosto in un campo [...]  Mt 13,44

Commenti al Vangelo: considerazioni e ringraziamenti

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Il vangelo di questa domenica si apre con un ringraziamento alla benevolenza del Padre la cui potenza d'amore è ben sintetizzata dalle parole stesse di Gesù: "... hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli." Sembra una frase quasi provocatoria, in risposta all'ostilità che il suo insegnamento ha incontrato nelle città in cui dottrina e legge dominano. Ma di fronte alla benevolenza del Padre non c'è legge che tenga o dottrina che sopravviva poiché la potenza del Suo amore non può di certo sottostare ai limiti inevitabilmente imposti dall'insegnamento della sinagoga. È un amore che entra in punta di piedi nella vita di chiunque sia pronto ad accoglierlo e che stravolge, rivoluziona, stupisce e meraviglia ogni volta che la speranza di potervi trovare ristoro vince la stanchezza. Non è la conoscenza della legge che consente di aver garantita la benevolenza del Padre ma il lasciarsi travolgere dall'esperienza d'amore da